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L’agevolazione fiscale, introdotta con la Legge di Bilancio 2020, mira ad incentivare gli interventi edilizi volti al miglioramento del decoro urbano

Il Bonus Facciate è una agevolazione fiscale destinata alle opere da effettuare sulle facciate degli edifici esistenti, con l’obiettivo di abbellire le aree più frequentate e maggiormente “visibili dal pubblico” in ogni città o paese presente in territorio italiano.

Con l’ultima Legge di bilancio, il Bonus Facciate è stato prorogato fino al 31 dicembre 2022, salvo ulteriori proroghe. Tuttavia, molte sono le modifiche introdotte. Tra queste, ricordiamo che dal 1° gennaio 2022 e fino al 31 dicembre 2022, le spese sostenute per gli interventi edilizi sulle facciate potranno beneficiare di un’aliquota al 60%, e non più al 90%.

 

I potenziali beneficiari e l’aliquota in base al periodo

Possono accedere al Bonus Facciate tutti i soggetti, residenti e non residenti, che:

  • Sostengono le spese necessarie per la realizzazione per gli interventi;
  • Possiedono o detengono l’immobile in base ad un titolo idoneo.

In particolare, possono usufruire dell’agevolazione:

  • Persone fisiche, comprese esercenti arti e professioni;
  • Enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • Società semplici;
  • Associazioni tra professionisti;
  • Contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali).

Chi possiede esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o imposta sostitutiva (come i forfettari) non può beneficiare del Bonus Facciate 2022 mediante detrazione diretta, ma può farlo scegliendo di usufruirne tramite opzioni alternative alla detrazione.

 

Proprietari, detentori, familiari conviventi

È fondamentale in ogni caso dimostrare di possedere l’immobile in base ad un titolo idoneo. In sostanza, la detrazione non è destinata solo ai diretti proprietari degli immobili, ma può essere richiesta anche dai soggetti che:

  • Detengono l’immobile in base ad un diritto reale di godimento;
  • Detengono l’immobile in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria o di comodato, che sia regolarmente registrato.

L’agevolazione può essere richiesta anche dai familiari che convivono con il proprietario o detentore dell’immobile, purché siano loro stessi a sostenere le spese. In particolare, l’accesso è consentito a:

  • Coniuge;
  • Componente di unione civile tra persone dello stesso sesso;
  • Convivente di fatto (ovvero coppie conviventi ma non sposate né unite civilmente);
  • Parenti diretti entro il terzo grado;
  • Parenti affini (ovvero acquisiti dal coniuge) entro il secondo grado.

Nel caso dei familiari conviventi, è necessario dimostrare che la convivenza era già in atto alla data dell’inizio degli interventi, oppure alla data del sostenimento delle prime spese.

Sarà fondamentale inoltre che le spese da portare in detrazione riguardino un’immobile (anche non adibito a Prima Casa) dove il proprietario o detentore e il familiare andranno a convivere.

Non è quindi possibile per il convivente eseguire lavori detraibili nei seguenti casi:

  • Se l’unità è già concessa in locazione o comodato ad altri soggetti;
  • Se l’unità non è a destinazione residenziale.

 

Quali lavori si possono eseguire?

Il Bonus Facciate 2022 consente l’esecuzione di qualsiasi tipo di intervento edilizio di recupero e restauro, purché riguardi esclusivamente la parte strutturale rappresentata dalle facciate e/o gli eventuali elementi architettonici presenti sulle facciate.

L’incentivo, a differenza di tutti gli altri bonus casa, non prevede alcun limite di spesa da rispettare per gli interventi, né alcun limite massimo di detrazione.

Si possono considerare ammissibili all’incentivo anche le spese connesse all’esecuzione degli interventi (ad esempio, l’acquisto dei materiali, le spese per progettazione e altre prestazioni professionali, come l’esecuzione di perizie, sopralluoghi o rilascio di documenti; costi legati alla realizzazione degli interventi, come l’installazione di ponteggi, lo smaltimento materiali edili, i diritti per l’ottenimento dei titoli abilitativi; IVA, imposta di bollo, tassa per l’occupazione del suolo pubblico, ecc.).

 

Tipologie di immobili

Riguardo alle tipologie di immobili esistono invece maggiori restrizioni.

L’incentivo è infatti destinato esclusivamente agli immobili già esistenti (quindi sono esclusi quelli in fase di costruzione), che si trovano nelle seguenti Zone omogenee del Piano Comunale:

  1. centri storici, aree che rivestono carattere storico, artistico o di pregio ambientale;
  2. aree residenziali totalmente edificate, oppure parzialmente edificate con: percentuale di superficie coperta da edifici non inferiore al 12,5% della superficie fondiaria dell’area; densità territoriale superiore a 1,5 mc/mq.

È consigliabile chiedere informazioni al proprio Comune per sapere quali siano le aree interessate.

 

Facciate visibili

Esiste inoltre un altro requisito fondamentale per accedere al Bonus Facciate.

Sono ammissibili esclusivamente i lavori effettuati sulle facciate degli edifici visibili da suolo ad uso pubblico. Questo in quanto l’incentivo è nato appunto per migliorare il decoro urbano che, chiaramente, deve essere ben visibile a chiunque passi.

Sono comunque ritenute valide tutte le facciate che siano visibili, anche parzialmente, da strade, piazze, spiagge o da un qualsiasi luogo che appartenga al demanio pubblico. Oppure anche da luoghi che, pur essendo privati, vengono messi a disposizione per l’utilizzo di tutti, come il caso delle strade vicinali.

Le facciate interne degli edifici possono essere interessate dagli interventi solo se sono visibili da suolo ad uso pubblico.

Attenzione, sono quindi escluse dal Bonus Facciate tutte le spese riconducibili a lavori:

  • Su facciate non visibili da suolo ad uso pubblico;
  • Sulle strutture opache orizzontali o inclinate (come lastrici solari, tetti o pavimenti);
  • Su superfici confinanti con chiostrine, cavedi, cortili, spazi interni, a meno che non siano visibili da strada ad uso pubblico;
  • Di sostituzione di vetrate, infissi, grate, portoni o cancelli;
  • Di riverniciatura di scuri e persiane;
  • Sulle mura di cinta dell’edificio.